Daniii Idee Democratiche

Di notte sogno mondi fantastici, di giorno un mondo normale. Questo blog non rappresenta una testata giornalistica (magari) in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
30/10/2008

Un morto è una tragedia, migliaia una statistica?

Un morto è una tragedia, migliaia una statistica?

In questi giorni in Congo, ai confini del Ruanda e dell'Uganda ci sono "sacche d'insicurezza", come le definisce il diplomatico dell'RDC, Albert Tshiseleka.
Si può usare un termine così generico, termine che io userei per alcuni quartieri degradati dove di giorno si spaccia droga davanti alle scuole e dove di notte ci si accoltella in risse fra branchi, quando ci sono zone densamente popolate in cui gli abitanti devono fuggire da attacchi di ribelli delle forze armate?

Il Tg vuol portarci a conoscenza dello scoppio una guerra civile, infatti contrappone Hutu a Tutsi, senza spiegarci il motivo degli attacchi, delle fughe, delle migliaia di profughi e delle violenze. Il TG1 (non ho visto gli altri, uno mi basta e avanza) ci mostra solo la gente che fugge portandoci a conoscenza di cifre e di ciò che accade nel presente.
Il passato è però importantissimo per scoprire le cause dei conflitti fra le etnie, ma soprattutto le politiche economiche dello Stato che possono aver rovinato la vita a milioni di persone, ad esempio espropriando terreni, facendoli diventare contadini senza terra, con la svalutazione, facendoli lavorare senza diritti per le multinazionali, ecc.

Dopo pochi minuti, il TG1, esce da questo scenario apocalittico e ci riaccoglie nel caldo salotto italiano dove i borghesucci possono riunirsi per discutere di una singola morte privata - cioè interna ad un ristretto numero di persone fra loro conoscenti (non è un nè un genocidio, nè un bombardamento, non è neanche il caso di un serial killer che si aggira ancora libero per le strade del nostro Bel Paese) - la morte della ormai, purtroppo per lei, famosa Meredith con i giornalisti intenti a riproporci i "protagonisti" della vicenda, le sentenze del giudice, i sentimenti dei parenti, le opinioni di esperti per poi, "magari", affidare la storia completa a Bruno Vespa.
Dei sentimenti degli africani, delle opinioni di esperti in geopolitica e riforme macro economiche un bel chissenefrega perchè troppo noioso, troppo macabro, perchè "poi la gente cambia canale"?
E' questa la legge non scritta dei TG per fare audience?
Creare un caso e farci sapere, sera dopo sera, gli sviluppi, come fosse un film a puntate?

Un essere umano morto è una tragedia (e certamente lo è, ci mancherebbe altro),  migliaia di morti son solo una statistica???

Il Congo, a dispetto del suo nome ufficiale, Repubblica Democratica del Congo, è in realtà solo dal 2006 una democrazia, presieduta da Joseph Kabila che vinse le elezioni col 45% dei voti, mentre dal 1965 al 1996 al comando ci fu il già capo di stato maggiore dell'esercito Mobutu. Nel 1997 fuggì in Marocco e il padre dell'attuale leader gli succedette. Laurent-Dèsirè Kabila (ideologicamente marxista) era il rivale di Mobutu e, finanziato dal Rwanda, si incamminò con sempre più brutalità col suo esercito (a maggioranza Tutsi) verso Ovest: si parla di 60.000 civli ammazzati durante l'avanzata. Il 07/07/1997 Mobutu morì in Marocco e Kabila si proclamò Presidente ed immediatamente ordinò una violenta azione repressiva per ristabilire l'ordine. Kabila, però, volendo però mostrare unità nazionale cacciò i militari ruandesi che lo aiutarono. Nel 98 quindi arruolò i militanti Hutu per eliminare i Tutsi.
Se interessati alla geopolitica, potete leggere parte della sua storia su Wikipedia o qui,per capire in modo chiaro come un nemico dell'Occidente è tale non se compie atrocità contro il suo popolo o i Paesi confinanti, ma se non lavora per evitare influenze ideologiche dai nemici dell'Occidente, in questo caso il marxismo dei Paesi africani confinanti, oppure se non concede permessi alle aziende occidentali multinazioanli per estrarre rame e diamanti, ecc - ed è amico quindi solo se tiene lontani i nemici, e chissenefrega dei ministri uccisi davanti al popolo in uno stadio o alle proteste di studenti finite nel sangue! Se qualcuno aveva dei dubbi su certi interventi militari, compiuti per la "libertà" e la "democrazia", ora può finalmente gettarli ed avere solo certezze: la gente innocente non interessa, i dittatori vanno benissimo, basta che tengano lontani i nemici, che facciano da "ago della bilancia", ruolo sfruttato molto bene da Mobutu durante la Guerra Fredda. Mobutu, secondo il sito "missionaridafrica.org" il più grande e feroce dittatore, strinse alleanze, pensate, anche con il dittatore comunista romeno Ceacescu e la libera Francia. Nessuno osò mai destituirlo. Saddam Hussein, avaro evidentemente di svendere le risorse del suo Paese, era un pericolo mondiale per la libertà. Casi astratti, rari o è sempre così?

Nel Nord-Kivu (3.550.000 abitanti circa e guarda caso la zona con le più ricche miniere) e in Ituri (4.200.000 abitanti circa) ci sono 22 gruppi armati (facenti parte del Lord’s Resistance Army, LRA) che, non rispettando i patti di pace col governo congolese, hanno ricominciato a compiere violenze per rubare materie prime e per assoldare, ovviamente illegalmente, bambini da trasformare in soldati.
In queste zone per proteggere la popolazione c'è un contingente dell'ONU (Mission de l' Organisation des Nations Unies en République démocratique du Congo) formato da 16.500 uomini.
La gente però protesta perchè l'ONU fa ben poco ed il comandante si è dimesso perchè impossibilitato ad agire. Il Congo confina in parte ad Est col Rwanda e, non essendo alleati, si può pensare ad un aiuto ruandese ai ribelli del LRA, affinchè i minerali rubati vengano esportati, appunto, in Rwanda! Che scusa ha usato il capo del LRA, Nkunda? Che loro hanno ri-iniziato a combattere per proteggere i Tutsi dagli attacchi Hutu (i secondi son più numerosi dei primi in Congo)...ma (si parla qui di seguito del genocidio ruandese del 1994: "profughi Hutu si rifugiarono in Congo, dove furono massacrati a migliaia dai Tutsi nel 1996"..."Gran parte dei mandanti e dei perpetratori della carneficina - Hutu contro Tutsi - trovarono rifugio nel confinante Congo". In pratica gli Hutu in Congo danno la caccia ai Tutsi perchè in passato furono da loro massacrati. Chi protegge i Tutsi son ribelli dell'esercito congolese. Però durante la cacciata di Mobutu da parte di Laurente-Dèsirè Kabila furono i Tutsi ruandesi ad averlo aiutato. Dopo la conquista della presidenza, voglioso di un'unità nazionale, allontanò i ruandesi ed arruolò milizie Hutu per ammazzare i Tutsi.
I Tutsi che furono massacrati in Rwanda nel 1994 e leggiamo che furono accolti in Congo.
Confusione, vero?
Sono comunque certo che ora il vero motivo è la sete di soldi da ricavare tramite la vendita illegale di diamanti!
La minaccia di Nkunda (ovvero colui che vorrebbe difendere i Tutsi) di assaltare la città di Gomi, ed il ritiro dell’esercito, "ha creato panico nella popolazione locale: dal vicino campo profughi di Kibati sono fuggite 45.000 persone, mentre altre 20.000 avevano lasciato nei giorni scorsi i villaggi più a nord. Una missionaria spagnola di 64 anni ha perso entrambe le gambe nell’esplosione di una bomba a Rutshuru".

Il sito Viaggiare Sicuri (del Ministero degli Affari Esteri) sintetizza in modo molto efficate la storia recente del Congo (sconsigliandovi ovviamente una viaggio):
"La Repubblica Democratica del Congo è reduce da anni di guerra con l’Uganda e il Ruanda (con i quali ha firmato la pace solo nel 2002) e di guerriglia con movimenti ribelli. Nelle province orientali sono  tutt’oggi presenti bande armate, milizie non governative e gruppi tribali che non hanno raccolto l’invito del Governo centrale a deporre le armi per unirsi al programma di reinserimento nell’esercito regolare congolese (FARDC ) e che effettuano periodicamente azioni che provocano massacri anche di civili. In particolare in Nord Kivu è in atto una ribellione guidata da un ex generale delle Forze Armate congolesi che ha opposto resistenza all’integrazione dei suoi uomini all’interno dell’esercito regolare congolese ed alimenta la resistenza al potere centrale. La situazione della sicurezza e dell'ordine pubblico è precaria in tutto il Paese. La situazione politica permane fluida e non è possibile escludere lo scoppio, anche improvviso, di nuove tensioni.  Episodi di microcriminalità, anche violenta, sono diffusi nel Paese".

LINKS:
L'Unità sul dramma in Congo
Seconda Guerra del Congo
Inferno in Ituri
Traffico di diamanti
Genocidio del Rwanda
Immagini cruente, non adatte a minorenni, sulla guerra del 98 tra Uganda e Congo

Daniele

PS: cosi come gli USA nel 94 si opposero nel definire genocidio i massacri in Rwanda, ora si oppongono all’apertura di un fascicolo-Darfur da parte della Corte Penale Internazionale, di cui sono fieri oppositori.
fonte: Peace Reporter

PPS: Ne approfitto per linkare la pagina di Wikipedia sul libro "Congo" di Michael Crichton, molto bello il paragone fra uomo ed animale, in cui quest'ultimo risulta essere il più umano, inteso come possessore di un'anima, a dispetto di ciò che affermano molti credenti (l'uomo, secondo loro, ha origini divine, gli animali no, sono da sfruttare - un pò come le donne -).
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categorie: mobutu, guerra civile africa, repubblica democratica congo, hutu tutsi, usa democrazia
27/10/2008

In piazza...a firmare!

In piazza...a firmare!

E'  tempo di firmare per la democrazia! Già, perchè in Italia non ci sono solo i vacanzieri dello studio che approfittano dei cambiamenti per fare casino nelle strade e nelle stazioni (leggere la prima lettera sul sito de La Stampa, è emblematica: "
Dall’altro giorno pochi chiassosi nullafacenti hanno pensato bene di occupare l’università "di tutti" ... "Palazzo Nuovo allestito con batterie, chitarre e consolle, gente che dorme nelle aule e tutto con tanto di spillatori di birra e alcolici vari" ... "Bello e utile il confronto politico fatto in questo modo! E il diritto allo studio di chi non protesta ma paga le tasse dov’è? Mi sento nel pieno diritto a chiamare le forze dell’ordine")
Ricordo bene quando andavo a scuola che a tutti quanti noi non ce ne fregava nulla delle riforme, ma si faceva sciopero giusto per fare qualcosa di diverso ed evadere!
Anzi, molti di noi odiavano la scuola: più soldi o meno soldi, più prof o meno prof non ci cambiava la vita, l'oppressione degli orari, i compiti che ti sommergevano e le materie da studiare decise da un'entità astratta non ci garbavano molto. Solo terminata la scuola puoi farti una cultura generale vera e propria e non di parte. Completa. Solo dopo, coi tuoi ragionamenti, sceglierai cos'è giusto e sbagliato.

Certo, la riforma Gelmini a sentire chi protesta sembra atroce. Forse lo è. Ascoltiamola e leggiamo il testo e discutiamo e proponiamo. Scendere per le strade (tra l'altro ora per giorni e giorni consecutivi) non farà certo cambiare idea al Governo, forte com'è del sostegno popolare. Inoltre il baccano ha il "potere" di far passare le proteste (forse giuste) e i manifestanti dalla parte del torto.

Non voglio difendere Berlusconi e i suoi "scagnozzi", ma da quando in qua dei bambini delle elementari decidono di protestare di loro iniziativa? Come possono pensare che tagli e privatizzazioni siano peggio dell'attuale sistema? Che ne sanno di come va il mondo? Non s'è mai visto! Sono solamente usati dai genitori e maestri sia per fare scena sia per indottrinarli. Esattamente quando, contro la loro volontà, vengono portati in chiesa o a giocare a calcio.

Io preferisco compiere un atto molto più civile e influente. Una firma. Come fosse un'elezione:)

In tutta Italia si può firmare nei banchetti allestiti dall'Italia dei Valori di Antonio Di Pietro per il referendum abrogativo del Lodo Alfano e nei banchetti dei Socialisti Italiani che hanno depositato poco tempo fa, presso la Corte di Cassazione, 4 proposte di legge di iniziativa popolare su precariato nel lavoro, carovita, diritti civili, riforme costituzionali

Anzichè urlare, diffondete queste proposte!!!

Daniele
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categorie: socialisti, di pietro, scuola gelmini, firme lodo alfano
26/10/2008

TG: quanti minuti a X e quanti a Y?

TG: quanti minuti a X e quanti a Y?

Dichiaro fin dalla prima riga che i TG non mi piacciono.
E perchè non commentano le dichiarazioni dei politici e neanche fanno domande argute, ma semplicemente gli inviati tengono il microfono E perchè, così come la carta stampata, cavalcano l'onda di certi avvenimenti (delitti in famiglia una settimana, quella dopo criminalità straniera, quella dopo crisi economica e cosi via) rendendoci note solo le cose ciò che stanno in superfice. Le cause non vengono mai menzionate. Il passato mai studiato e divulgato alla gente!

Dopo questo preambolo vengo al dunque: l'Agcom "ha indirizzato un invito alle emittenti radiotelevisive pubbliche e private affinché assicurino un maggiore equilibrio dell’informazione, in particolare nei telegiornali". "Le emittenti sono state invitate a riequilibrare l’informazione osservando maggiormente i principi generali di completezza e correttezza, obiettività, equità, imparzialità e parità di trattamento, validi anche in periodo non elettorale".
Come possano i TG e le trasmissioni in genere, della rete di proprietà del Premier essere obiettive, eque, corrette, imparziali mi sfugge. Ma meno male che c'è questo organo che sorveglia, monitora e ci da un pò di dati!

Dico subito che il politico con più minuti per dir la sua è il più grande attore del mondo: SILVIO BERLUSCONI!

Come ben si sa i TG dovrebbero rispettare la Par Condicio: ogni partito deve avere lo stesso spazio. Altrimenti, se un solo partito o un solo gruppo ha più tempo per affabulare le masse vien da sè che si sarebbe in regime! Non a caso Berlusconi è contro la Par Condicio (come non volere un altro bel conflitto d'interessi? Sono il premier e parlo solo io "gnegnè") Afferma che il tempo deve essere distribuito in base ai voti ottenuti.
Giusto, perchè se la maggioranza degli Italiani ha scelto lui deve sentire ciò che dice in ogni parte del globo. Ma allo stesso tempo sbagliato. Perchè se il Silvio eletto da tutti gli italiani fa cazzate lui non lo ammetterà mai, quindi ci dev'essere uno spazio altrettanto grande per le opposizioni per parlarne ed anche per convincere la gente per le elezioni successive (non facendo propaganda, ma mostrandosi valida alternativa, mostrando le proposte fatte in Parlamento, ecc.)

Ecco i dati:
A settembre, per Berlusconi 110 minuti su Rai 1i. Tutto il Governo arriva a 04:04:16.
Il Pd 2h 30min. Con l'IDV 3h circa. 1 ora in mese, 12 ore in un anno se i tempi si mantenessero sempre così. Son tante ehhh...provate a pensare di ascoltare Silvio per 12 ore filate...vi fa un bel lavaggio del cervello, o no???
Ovviamente l'Unione Europea, che reguardisce sempre il Governo, ottiene solo 22 minuti in un mese su Rai1. Sul TG3 ancora peggio: 15!
Per la tabella ufficiale dell'AgCom, clicca qui.

Dati trovati nella rete: TG5, giugno 2008: più del 50% del tempo dedicato agli interventi politici è tutto per il PDL e Berlusconi in persona. TG4 idem. Studio Aperto, maggio 2008: 60,49%!!!
Dal 10 al 17 marzo l'Agcom ha calcolato che il PDL ha avuto 2 ore e mezzo in più di "tempo di parola" rispetto al PD nella totalità delle reti (Rai, Mediaset, La7+MTV).

Links:
Par Condicio
AgCom
Ag Com monitoraggio

Daniele

25/10/2008

Frase stupenda

Frase stupenda

"Pensare agli altri oltre che a se stessi,
pensare al futuro oltre che al presente"

Vittorio Foa

Non è stupenda?
Non racchiude tutti gli insegnamenti che dovrebbero darci sia di educazione civica che ambientale?

Daniele
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categorie: frasi famose, aforisma, vittorio foa
21/10/2008

Italia contro la Ue sull'ambiente

Italia contro la Ue sull'ambiente

Il Governo italiano guidato da Silvio Berlusconi si lamenta per le norme ambientali troppo rigide a cui le industrie dovranno adeguarsi per abbattere del 20% le emissioni di CO2.
C'è in corso un teatrino dove si sparano numeri seguiti da svariati zero.
Nessuno sa bene quanto costi rispettarle. Ma tutti sanno quanto ne gioverebbe per la nostra salute, per il pianeta intero, per i costi che gli Stati sopportano per le cure mediche, ecc.
Mentre l'Italia tergiversa, altri grandi Paesi non vogliono cedere e sto parlando di UK, Germania, Francia e Spagna.
Non è un caso, infatti questi paesi investono sempre più massicciamente nelle energie rinnovabili (soprattutto solare ed eolico, investimenti che porteranno tantissimi posti di lavoro!), con la Germania pronta a smantellare le sue centrali nucleari. Mentre noi ne vogliamo costruire (uranio, scorie, radiazioni + CO2 che non vogliamo abbattere, complimenti!) e ci alleiamo coi Paesi poveri dell'Est Europa i quali sono concordi con Berlusconi nel ritenere i costi troppo alti.
Se in Europa non riusciamo a seguire i grandi, forse dovremmo uscire dal G8 mondiale.
Grazie per l'ennesima figuraccia in campo internazionale!
PS: forse ho capito, non vogliamo fare nulla per l'ambiente perchè cosi le aziende potrebbero produrre tante maschere antigas!! Sai come girerebbe l'economia con un grande inquinamento? eheh

Daniele
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categorie: berlusconi, governo italiano, ambiente ue, 20-20-20
16/10/2008

Banca Etica e la crisi finanziaria.

Direttamente dal sito della Banca Etica (sembra una lunga lettera ma scorre veloce come un fiume in piena. Da notare come Basilea2 non aiuti le istituzioni che operano nel mondo della sostenibilità, favorendo le speculazioni, chi basa al massimo profitto nell'oggi, fregandosene della qualità della vita, del sociale di oggi e domani!) :

"
La durata della crisi potrebbe costringerci a trovare soluzioni strutturali. Auspichiamo il ritorno del buon senso, oltre che della trasparenza e dell’etica nell’economia. Le nuove regole vanno scritte nel rispetto della produttività.

Roma, 12 ottobre. 2008.

Dopo soli tre anni dalla loro introduzione, si parla della revisione degli IAS - principi contabili che introducono il mark to market. Mentre il governatore di Bankitalia, non nuovo a richiami, ricorda che anche Basilea 2 va ripensata. Da ogni parte giungono commenti, voci, riflessioni su questa crisi. L’unica certezza è che non si sa quanto durerà e cosa porterà via con sé.
Noi speriamo porti via l’avventurismo finanziario pagato oggi a caro prezzo dal mondo intero. La recessione che viene paventata da più parti è solo il più eclatante effetto del gioco d’azzardo che in questi anni è diventata la finanza. Sono in gioco fiducia e sicurezza, una convivenza serena e un costruttivo senso del domani e della sostenibilità. Una crisi di lunga durata potrebbe obbligare ad una seria riflessione su cause, effetti e soluzioni. Questa crisi, che è profondamente etica, mette in discussione un’economia che non orienta le proprie azioni guardando al futuro, alla sostenibilità.

Era ora che fossero messi in discussione gli IAS. Se, dei principi contabili, legati alla fluttuazione del mercato, possono pregiudicare il lavoro sano e produttivo di aziende con una storia solida si è davvero arrivati ad un livello di perversione inaccettabile che risponde alla sola logica della massimizzazione del profitto e della speculazione. E questo in conflitto con i principi di una gestione prudente che oggi viene da tutti acclamata come la soluzione” è lo sfogo di Fabio Salviato, presidente di Banca Etica.

Secondo i vertici di Banca Etica si deve arrivare presto anche a riconoscere la necessità del sostegno – ma concretamente non in via teorica - all’economia reale, dando il giusto peso anche all’economia civile e alle imprese socialmente responsabili. Ma come?

E’ fondamentale che la politica riprenda in mano la regia, non con intenti dirigistici, ma per garantire regole che non siano appannaggio di soggetti votati esclusivamente al profitto e per di più di brevissimo termine. Insomma indirizzo e controllo, aspetti sfuggiti di mano e divenuti spazi vuoti occupati dall’economia. Ad esempio serve districare la matassa tra soggetti che attribuiscono rating e soggetti che si occupano del collocamento dei titoli: non possono essere gli stessi. E occorre sostenere un’economia che produce, soprattutto quella di settori innovativi come quelli delle energie rinnovabili, del biologico,del turismo responsabile” continua Salviato

.
Servono nuove regole che diano anche vita a istituzioni nuove e diverse. La crisi ha comportato la penalizzazione dello sviluppo economico e dell’economia sociale. Gli IAS, che rappresentano il valore dell’azienda momento per momento non considerando alcun criterio di continuità erano stati presentati come un dogma di modernità. Ora gli stessi che l’avevano imposto propongono di rivederlo perché si tratta di un criterio insensato.

Speriamo che lo stesso mea culpa venga fatto per Basilea 2 e si vada verso una revisione senza pretendere più di regolare la finanza solo con modelli statistici e matematici ma introducendo criteri sociali e un orientamento etico e valoriale rispetto agli obiettivi. Non si può considerare a rischio 100 – cioè massimo – il finanziamento alle imprese sociali, come fa Basilea 2, costringendo istituti di credito quale il nostro, che vogliono sostenere quel tipo di impresa a difficoltà indicibili nella concessione del credito. Le valutazioni fatte dagli analisti non tengono conto di piani di sviluppo a medio e lungo termine ma badano all’utile immediato senza dare peso al grande valore sociale intrinseco in certe produzioni o in scelte di posizionamento nella comunità locale. Siamo arrivati al paradosso per cui si è puniti se si sostiene l’economia reale e premiati se si specula, disincentivando i finanziamenti all’economia sociale ma permettendo l’operatività sul mercato dei derivati perché non regolamentato. E’ il momento di garantire accesso al mercato dei capitali e attrarre capitale verso iniziative meritevoli oltre ad assicurare il credito a settori credibili della produzione industriale. Forse questo è il momento di riconoscere all’economia sociale e civile un merito anche attraverso l’apertura di nuovi mercati. Una borsa sociale, quello social stock market di cui parla spesso Yunus, potrebbe trovare finalmente concretezza” incalza il direttore generale di Banca Etica, Mario Crosta.

Le regole, che pure c’erano, non sono state sufficienti. Ma secondo Banca Etica non erano adeguate e hanno reso più fertile il terreno in cui hanno messo radice i presupposti di questa crisi. Mettere mano alla riscrittura delle regole non è un compito fine a sé stesso ma deve avere l’obiettivo di rendere trasparente il mercato, fermare la speculazione, favorire processi di sviluppo che siano legati con i territori, con le persone. “Esiste una scala dei valori: c’è chi in cima mette l’interesse di tutti, chi il proprio. Sta lì la differenza. Senza chiedere a tutti di svolgere una missione, vorremmo solo ricordare che è possibile mediare tra la massimizzazione del profitto e l’attenzione alla persona, ai suoi bisogni e al suo futuro. Che è poi di tutti” conclude Fabio Salviato.

QUI il link.

A questa lettera si collega molto bene l'evento che inizia il 18 ottobre e terminerà il 26: FAIRTRADE (Io faccio la spesa giusta. Commercio equo e solidale)

Senz'altro sei anche tu una persona che entra nei negozi e sceglie,
tra tutti i prodotti, quello che preferisce.
Acquistando i prodotti del commercio equosolidale,
sceglierai anche di contribuire ad un mondo migliore.

In tutta Italia sarà possibile acquistare prodotti equi e solidali (in 3000 punti vendita), ovvero prodotti e venduti direttamente (o quasi) da popolazione svantaggiate che in questo modo non sono sfruttate dalle multinazionali. In pratica una sana globalizzazione delle merci dove i beni prodotti sono caratteristici di ogni luogo nel rispetto delle tradizioni non distruttive.
Ecco chi ha aderito all'iniziativa:

Auchanuchan.it

B'io www.b-io.it

Botteghe del Mondo www.commercioalternativo.it

Carrefour www.carrefour.it

Coop www.e-coop.it

Crai www.crai-supermercati.it

Dico www.dico.it

Lidl www.lidl.it

NaturaSì www.naturasi.it

Daniele
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categorie: lidl, coop, fair trade, commercio equo solidale, auchan, carrefour, banca etica, crisi finanziaria, crai
10/10/2008

Furbacchione al comando!

Furbacchione al comando!
(breve riassunto di dichiarazioni di Di Pietro sulle ultime chicce di Berlusconi e Tremonti)

In questi momenti di grave crisi provocata da furbastri, il re dei furbastri nostrani dice la sua su cosa dovrebbero fare o meno gli italiani tutti!

Secondo Di Pietro le parole di un grande azionista Mediaset (chi???) ricadono in vari reati:
  1. turbativa di mercato,
  2. aggiottaggio,
  3. abusiva attivita' finanziaria,
  4. abuso di informazioni privilegiate.
Aggiunge il leader dell'Italia dei Valori: "Si e' messo a giocare con i risparmi degli italiani, invitandoli a correre verso alcune direzioni e non altre. Magari in direzione delle sue aziende".
Ricordo infatti che il valore delle azioni Mediaset è in picchiata e le dichiarazioni di Berlusconi possono essere state dette per non fa scappare i suoi azionisti!

Fonte: Dire.it
Fonte: Alice Finanza.it

Dopo il furbastro primo, ecco un'altra cosa che ha giustamente sconvolto Di Pietro e l'IDV tutta, ovvero la norma "salvamanager" inclusa nel decreto per l'Alitalia, grazie alla quale i manager che hanno rovinato un'azienda, senza però portarla al fallimento, non saranno perseguiti. E' il caso di Geronzi. Non scordiamo i processi Parmalat e Cirio (Tanzi e Cragnotti). In salvo Tanzi e Cragnotti. Grande fortuna per Giacomelli, Eldo, Postalmarket, ecc.

Fonte: FireWolf e Repubblica.it

Tremonti, dopo che l'IDV ha scoperto la truffa, si dice pronto a dimettersi, solo ora che è stato scoperto con "le mani nella marmellata"!
"Solo in Italia, in un momento di crisi, è stato disposto che coloro che sono stati responsabili non vengano imputati. Da parte delle forze politiche, anche dai nostri alleati - conclude Di Pietro - c'è stato un atteggiamento deplorevole e piltesco. Devono fare ammenda".
Bersani aggiunge:  "Tremonti non dovrebbe andar via da solo, ma insieme a tutta la maggioranza che ha proposto e votato una norma del genere"!

Fonte: Reuters.it, Alice.it
ASCA

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categorie: economia, finanza, berlusconi, mediaset, tremonti, di pietro
08/10/2008

Il FAI vince la sua battaglia a Como

Il FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano) vince la sua battaglia a Como
Niente villette, vittoria del Fai a Lenno (lago di Como).

Il progetto comunale di costruzione di quattro villette sulla penisola di Lavedo nell'area alta del dosso che volge verso l'isola Comacina, dove sorge anche Villa del Balbianello, è per il momento congelato. Il sindaco di Lenno, Giovanni Botta, ha accolto le richieste del FAI che si era fermamente opposto parlando di “cementificazione selvaggia”.

Le quattro villette, secondo Botta, “sarebbero sorte in una zona già urbanizzata, dalla parte opposta di Villa del Balbianello. Il proprietario era disposto a costruire secondo tutti i crismi, non avrebbero rovinato l'ambiente. In cambio il Comune sarebbe diventato proprietario dei 30mila metri quadrati necessari per poter procedere alla costruzione del Plis, Parco locale di interesse sovracomunale”.

Quando la vista rischia di essere sfregiata e deturpata dal cemento (...) permettere la costruzione di quattro villette per un totale di 2mila metri cubi nella penisola di Lavedo vuol dire rubare un pezzo di futuro, perché stiamo parlando di una bellezza che esisteva ancora prima delle villette ma che non esisterà più se permetteranno le costruzioni.

Si ha ragione d credere che le posizioni che l'Italia ha perduto negli ultimi anni nella graduatoria dei Paesi di maggior attrazione turistica siano dovute anche e soprattutto al deterioramento del paesaggio italiano, già vanto della nostra nazione per secoli e celebrato da tutti i viaggiatori stranieri. Questo degrado non ha risparmiato nemmeno ‘questo lago sublime' come Stendhal definisce Lario.

Il FAI dunque festeggia la vittoria, ribadita lo scorso mercoledì 24 settembre durante il Consiglio Comunale di Lenno che ha confermato il congelamento della variante al piano regolatore la cui adozione era passata lo scorso autunno.


Luca di Leone
articolo completo sul sito del FAI

(...) Il lago di Como è una delle perle d'Italia, fin troppo martoriato dall'avidità dei nostri tempi; il suo equilibro, sempre più delicato, necessita di una grande attenzione e cautela su ogni intervento che vi venga previsto. Si è già costruito troppo: ormai è tempo di cambiare rotta: altrimenti perderemo il bene prezioso che tutto il mondo ammira.

Giulia Maria Mozzoni Crespi
Lettera completa del Presidente del FAI all'illuminato sindaco di Lenno (CO), qui

Le seconde e terze case (o le prime case di lusso che, nel primo tratto della collina torinese-Torino è la mia città-creano immense zone private eliminando i boschi storici ed eliminando spazio vitale ad animali ed anche alle persone amanti della natura), sono un male, perchè tolgono terreno, alberi, boschi, campi e vita al mondo naturale di cui anche noi facciamo parte. La fantasia e la bellezza della natura non può accettare queste invasioni tra l'altro in zone pregiate già "spremute a fondo".

Il turismo deve essere sostenibile, non può basarsi unicamente su appartamenti di proprietà e mi rivolgo ai ricchi: il turismo deve consentire a tutti di godere del bel clima e del bel paesaggio. Una seconda casa ti obbliga ad oneri assurdi quando invece si può cambiare in ogni stagione meta grazie a caratteristici bed & breakfast o a lussuosi o più spartani agriturismi dove vivere in relax le vacanze conoscendo altre persone, senza però i fastidiosi "divertimenti obbligatori" degli hotel-villaggi vacanze.

Eliminare un bosco per costruire una casa significa eliminarlo per sempre, con conseguenti strade, traffico, inquinamento. Il turismo vero è quello che ti spinge a visitare sempre nuovi posti, in cui puoi alloggiare magari in vecchie abitazioni riadattate. Il turismo che ho in mente io migliora, non rovina nè distrugge.

Se le zone turistiche fossero come la volontà degli imprenditori e di certi sindaci vorrebbero, il turismo sarebbe morto perchè avremmo soltanto città fantasma senza storia, senza passato nè futuro!

D'altronde se uno scappa dalla città per godersi la vita, cosa fa? Si rinchiude in un'altra casa o cerca posti liberi senza 4 mure dove vagare in santa pace? Come dicevo, i B&B e gli agriturismi sono il futuro del turismo (ma già il presente!!!) perchè donano vite a vecchie villette, cascine o anche più semplicemente sono il frutto della generosità di coppie, magari anziane, che offrono le loro grandi proprietà a tante persone, evitando la nascita di altrettante grandi ville:) Inoltre molti in montagna organizzano uscite a cavallo o a traino dei cani husky!

Daniele

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categorie: ambiente, turismo, fai , lenno, lago di como, urbanizzazione, consumo territorio
07/10/2008

Greenpeace, Ue e il taglio illegale

Finalmente il 15 ottobre l'Unione Europea discuterà una legge (si spera venga approvata!) sulla messa al bando del legname prodotto dal taglio indiscriminato ed illegale che, proveniente da foreste vergini (Amazzonia e Sud-Est asiatico, se non sbaglio Malesia ed Indonesia) importiamo regolarmente a man bassa!!!
L'Europa è un grande importatore, quindi una legge severa darà uno stop globale ad un crimine contro la Terra, quindi contro l'Umanità!

Qui un bel video realizzato da Greenpeace con la musica degli Scorpions sopra l'Amazzonia dove potete vedere la distruzione, la bellezza e le azioni dei Greenpeace Warriors!

Questa è la lettera che Greenpeace.it ha inviato ai suoi soci/sostenitori/amici:

"Cari Amici,

Nelle ultime settimane più di 125.000 mail sono state inviate al Presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso, chiedendo una legge severa che vieti l’ingresso del legno illegale sui mercati europei.
Grazie mille per aver contribuito!

Abbiamo chiesto al Presidente Barroso di incontrarci personalmente per discutere insieme la legge sul legno illegale ma ci ha risposto dicendo che “era troppo occupato”. Per questo motivo abbiamo consegnato una copia del nuovo video “forest love” a Stavros Dimas, Commissario per l’Ambiente e a Clara Martinez Alberala, Consulente per l’Ambiente del Presidente Barroso. In allegato a questo messaggio troverete le foto della consegna ufficiale.

Le vostre lettere ci hanno aiutato a far pressione sulla Commissione affinché accelerasse il processo legislativo a favore della protezione delle foreste. Grazie a voi la Commissione ha finalmente stabilito una data per l’approvazione della legge il 15 Ottobre. Per la prima volta l’Europa compirà un passo importante per combattere il taglio illegale, la distruzione delle ultime foreste del pianeta e frenare il cambiamento climatico.
Ma per essere efficace questa legge deve essere severa e dissuasiva di modo che, una volta attuata, tutto il legno che verrà venduto in Europa proverrà da foreste gestite in maniera sostenibile.

L’Europa è uno dei mercati del legno più importanti a livello globale. Le regole che questa legge stabilirà avranno, quindi, un effetto a livello globale.

Le compagnie multinazionali del legno che traggono benefici economici dalla deforestazionedell’Amazzonia o della Foresta del paradiso nel Sud Est Asiatico stanno lavorando duro per influenzare a loro favore la decisione della Commissione.

Greenpeace continuerà a lottare e speriamo di farlo con il vostro aiuto per essere sicuri che questo processo legislativo ci porti a un risultato concreto: il divieto di ingresso del legno illegale in Europa e la salvaguardia delle ultime foreste del pianeta.

Ancora grazie per il vostro contributo".

Chiara Campione
Responsabile della Campagna Foreste
Greenpeace Italia
postato da Danximage alle ore 21:21 | link | commenti (1)
categorie: greenpeace, ue , deforestazione, taglio legna illegale, legno mobili, scorpions youtube music
04/10/2008

Le inquietudini della società dei consumi

Imbattutomi in questo sito (Agora Vox), ho trovato un articolo con un tema a me molto caro: il consumismo.

"Le inquietudini della società dei consumi"
...
ad ogni scossone economico finanziario vere e proprie ondate di panico affliggano il mondo del consumo sfrenato; le cicale dell’Occidente si sentono spossate ed impotenti se private dell’unica loro soddisfazione ovvero “spendere”


Al link sopra riportato potete leggere tutto l'articolo di Francesco Rossolini.

Ecco il mio commento, le mie opinioni.

"Condivido in toto questo articolo.

Non riusciamo a staccarci dalle nostre conquiste distruttive. Anche solo le bottiglie d'acqua (per produrle, oltre ad usare petrolio, si consuma più acqua di quella poi bevuta!) ed i supermercati da raggiungere ovviamente in auto (che verrà caricata a dismisura) o il quotidiano (finanziato dai più grandi gruppi economici), anzichè leggere i blog dei giornalisti indipendenti o dei liberi pensatori!

Purtroppo i centri commerciali e le fabbriche d'automobili si fanno molta più pubblicità delle biblioteche e dei musei, ma finchè la scuola non insegna a cercare in sè stimoli per essere curiosi il mondo sarà sempre avvantaggiato da chi propone frasi banali sotto cui seguono ricchi premi.

Ma come dar torto alla gente se, lavorando tutto il giorno, vuole poi vuole spendere i soldi?
D'altronde la maggior parte si reca a lavoro per ricevere in cambio soldi, poche volte ha altre soddisfazioni!
Quindi la vendetta che può permettersi, contro la società che li opprime costringendoli ad orari ed azioni ben precisi come perfetti computer e robot, è comprare per mostrare in giro il frutto delle sue fatiche! Nell'opulenza cerca di vincere la sfida con altri esseri umani e solo cosi si sentirà davvero umano!
I perdenti non sono ammessi e devono fare di tutto per sentirsi accettati battendo il prossimo in acquisti ancora più mirabolanti. Chi non consuma viene messo da parte e fatto sentire diverso. Così chi non si adegua soffrirà!

E' sicuramente un sintomo di frustazione la corsa agli acquisti, ma chi non è frustrato nell'alzarsi alle 7, se non prima, per fare ogni giorno lo stesso tragitto quasi sicuramente super intasato e rincasare dovendo sorbirsi sempre le stesse persone e i soliti programmi TV (il satellite purtroppo non ce l'hanno tutti, così ecco i 9 milioni di italiani che guardano i quiz delle principali reti e gli scandalosi TG di regime, con completi servizi senza commenti o critiche costruttive; fatti, avvenimenti oscurati o con termini usati al contrario, ecc.).

Non sono solo i soldi il problema, ma il conformismo, le abitudini.
Molti hanno paura di cambiare abitudini come già dicevo all'inizio.
Pensano che rinunciare a qualcosa sia una perdita nella qualità della vita.
Sarebbe bello che il più opulente ed egoista provasse a sbarazzarsi della sua auto sportiva e del suo televisore ultra piatto per usare la bici e godere di giardini e sentierini col vento in faccia e per leggere
bei libri profondi e seri (consiglio caldamente"Essere o Avere" di E. Fromm che ben si addice a questo tema! Di economia politica invece "La globalizzazione della povertà" di Chossudovsky) o comunque per badare al bello da venerare: un albero solitario, un lago intensamente blu, una mostra in cui perdersi immaginando i mondi fantastici ed allucinanti che sembravano reali nelle menti degli artisti-pazzi, ecc.

Consumando si fa del male al mondo, ma anche a se stessi! L'inquinamento ricade su tutti e la vita spesa all'interno di un luogo artificiale non è vita!!!

Qualità della vita: la vita viene resa migliore da ciò che si vede e si ascolta o da come si vede e si ascolta?
Le pubblicità ci danno per buona ed ovvia la seconda opzione, altrimenti chi comprerebbe i lettori blu-ray, schermi piatti, 10 casse per l'hi-fi, ecc? Eppure cosa viene maggiormente venduto? B.B. King o Madonna? Cosa viene visto maggiormente? I soliti film d'azione e i telefilm nostrani buonisti all'ennesimo potenza o i documentari del National Geographic o di Michael Moore?
Io uso ancora molto le cassette audio e se capita le Vhs.
Il contenuto, cari miei, è ciò che conta!
Me ne rendo benissimo conto nel mio ambito, la fotografia. Tutti ossessionati dai nuovi modelli con nuove funzionalità. Ma se non sai fotografare, se non sai cosa ti spinge a farlo e non sai cosa fotografare hai perso in partenza. Noto come la tecnologia impigrisca, perchè compiuto un errore (prima imperdonabile), ora sarà facilissimo porvi rimedio, tutto tramite un semplice clic! Tristezza.

Le nostre vite hanno l'etichetta della scadenza che combacia con le uscite dei nuovi prodotti. Per circa 6 mesi ci adeguiamo, ci sentiamo parte del mondo, poi cambiamo subito idea, ci sentiamo disadattati senza quella nuova invenzione! Non si bada all'utilità, ma la si compra per mostrarsi agli amici come fossimo noi quell'oggetto: avendo l'oggetto nuovo e costoso noi possiamo farci credere moderni ed intelligenti grazie a lui! Quindi anzichè "pubblicizzare" le nostre capacità noi proseguiamo l'opera della pubblicità, pubblicizzano i marchi, gli oggetti. Pubblicità gratuita che genererà una nuova ondata di pubblicità gratuita (ed altra a pagamento per pubblicizzare nuovi prodotti da far acquistare per questi motivi) negli amici, ecc.

Daniele"
postato da Danximage alle ore 00:04 | link | commenti (2)
categorie: lavoro, stress, soldi, consumismo sfrenato, società moderna

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